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PREMESSA Eccoci qua, sono passati alcuni mesi e l'audio-tips sul mastering è diventato obsoleto, infatti le tecnologie si evolvono a ritmi sempre più frenetici e contemporaneamente gli strumenti diventano più accessibili, questo però non significa più semplici o addirittura infallibili, come sempre in qualsiasi scienza la differenza viene fatta dalla creatività, dal voler sperimentare ma sopratutto dall'aver biosogno di sperimentare, se molti anni or sono un tale George Massenburg non avesse sentito l'esigenza di un equalizzatore particolare noi ora probabilmente non conosceremmo l'EQ parametrico, infatti molti degli apparecchi che noi utilizziamo abitualmente sono stati creati a causa delle esigenze di un singolo individuo, quello che cercherò di illustrare ora non è un'invenzione, si basa però sull'utilizzo incrociato di due tecniche ampiamente in uso nel nostro settore , una delle quali inoltre trattata molto dettagliatamente anche nell'audio-tip "Mastering Versatile" dell'amico Vinz che ho però dovuto leggermente modificare per "incastrarla" meglio all'interno del nostro progetto, cominciamo...
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M/S MASTERING (Mid/Side mastering) Un canale stereo è composto dal canale destro e dal canale sinistro, entrambi però hanno una porzione di quello che possiamo chiamare canale centrale (mid) e una porzione di audio che suonerà agli estremi del campo stereofonico (side), per separarle possiamo usare questa tecnica:
- importiamo nel nostro sequecer il mix finale - esportiamolo in due tracce mono (split channels) - importiamole all'interno del nostro sequencer e rinominiamole "Mid L" e "Mid R" - panpottiamo la L completamente a sinistra e la R completamente a destra - abbassiamo i loro fader a -6db - dirigiamo l'uscita di queste due tracce ad un bus mono che chiameremo "bus mid" - abbassiamo il fader del bus mid a -3db - doppiamo le due tracce mono - rinominiamo le due nuove tracce in "Side L" e "Side R" - invertiamo la fase di "Side R" - dirigiamo l'uscita di "Side L" e "Side R" ad un nuovo bus mono che chiameremo "Side 1" - posizioniamo il fader di "Side 1" a -6db e panpottiamo tutto a sinistra - creiamo un nuovo gruppo mono e nominiamolo "Side 2" - apriamo una mandata postfader da "Side 1" a "side2" con volume a 0db - mettiamo in controfase "Side 2" e panpottiamolo tutto a destra lasciando il fader a 0db - creiamo un nuovo gruppo stereo che chiameremo "Stereo side" - assegnamo i bus "Side 1" e "side2" al bus "Stereo Side"
Ora se abbiamo fatto tutto in maniera corretta abbassiamo a -6db la traccia del mix originale e mettiamola in controfase, premiamo play e.... silenzio, infatti se il routing e i livelli sono a posto la traccia originale sarà l'esatta copia dell'insieme delle altre tracce e gruppi, mettendola in controfase quindi annullerà quell'insieme.

(Fig.1 Mastering 3d) Come si presenta in cubase la disposizione delle varie tracce

(Fig.2 Mastering 3d) Le stesse tracce viste dal mixer da dove si nota meglio l'insieme dei settaggi
Adesso arriva il bello, dopo aver rimesso in fase la traccia originale e operando esclusivamente su "bus mid" e "stereo side" potremo correggere eventuali problemi di dinamica, di equalizazzione o spazializzazione, potremo per esempio inserire un compressore "cattivo" nel "bus mid" (ricordiamoci infatti che, specie nella dance, cassa, basso e voce principale suonano al centro) e uno più morbido su "stereo side" che, volendo, potremo anche tagliare con un equalizzatore sotto i 300/400hz, non ci sono limiti al tipo di intervento che potremo operare, l'importante è che il risultato suoni bene.
Non è una tecnica complicata da imparare, lo è da ricordare, comunque, per dovere di cronaca, questa è una pratica nata per la ripresa microfonica e successivamente usata per dosare gli ambienti laterali durante il mixing, fu infine rivalutata e leggermente modificata per l'uso in sede finale di mastering, sopratutto per la finalizzazione della stampa su vinile, la cosidetta "black art", sappiamo bene che incidere un solco di mezzo millimetro su un sottile strato di plastica richiede una certa precisione, quel che pochi sanno è che i due canali stereo del disco sono in rilievo sulle pareti del solco e non sul fondo, ora provate a pensare che solo sulla traccia/parete destra il basso e la cassa suonino più alti che nella traccia/parete sinistra, la puntina speciale che intaglierà il master sbanderà paurosamente a destra e dovremo rifare tutto daccapo (sperando anche che non si rompa lo stilo speciale che costa un "pacco" di soldi"...), anche se il dispositivo usato per la centratura delle basse su vinile viene chiamato "equalizzatore elittico" e utilizza anche altri sistemi di processo, fonda comunque le basi della sua progettazione proprio sulla tecnica M/S.
Ok, adesso però voglio un controllo pressochè assoluto sul mio master, voglio anche dosare la presenza e quindi la "pacca" del mio mix, e tutto questo senza rinunciare al controllo che mi da la tecnica M/S, dopotutto non è volere troppo, abbiamo già creato la rete stradale, perchè non percorrerla tutta? Ecco che ci viene in aiuto la...
COMPRESSIONE PARALLELA Molto più semplice da attuare, la tecnica di base si realizza così:
- duplichiamo la traccia audio che vogliamo modificare - inseriamo un compressore nella traccia duplicata e mettiamola in "solo" - regoliamo il compressore per avere un segnale massiccio ma non distorto - togliamo il "solo" dalla traccia duplicata e bilanciamone i livelli assieme alla traccia originale per avere l'effetto desiderato
Si, ma quale effetto?... Maggior presenza, la compressione parallela rende la traccia ipercompressa una sorta di pad, un tappeto dove ogni strumento, ogni voce ha la stessa dinamica e dove ogni transiente viene pressochè annullato, invece la traccia originale ha ancora un'escursione dinamica intatta e ogni strumento ha il suo respiro naturale, amalgamando nella maniera giusta queste due tracce si ottiene riempimento (presenza) e dinamica naturale (respiro), una volta ottenuto il giusto bilanciamento possiamo provare a ritoccare i parametri del compressore, mandarlo addirittura in distorsione, aggiungere un EQ prima del compressore per farlo lavorare solo una determinata banda o per tagliarla fuori dalla compressione, tutto questo è Ok, ma... perchè non esagerare? Ragioniamo un momento, ho già un progetto aperto con i due canali mid e side separati per diversificarne i settaggi di compressione ed equalizzazione... chi mi impedisce a questo punto di incrociare le due tecniche? Nessuno, ecco cosa faccio quindi, inserisco un'equalizzatore e un compressore in "bus mid" per rafforzare la presenza solo al centro (ma in alternativa potrei farlo sulla traccia stereo originale per rafforzarla "in toto" o ancora nella traccia "stereo side" per dare maggior presenza agli estremi del campo stereofonico...), ora posso dosare con soli tre faders il panorama stereo e la presenza del mio mix, le tre dimensioni appunto...

(Fig.3 Mastering 3d) Ecco dove ho inserito EQ e compressore.

(Fig.4 Mastering 3d) Ed ecco una possibilità di processing, notare nell'EQ il taglio massiccio delle medio-alte centrato a 1Khz, in questa maniera la presenza che aggiungerò non contruibirà ad aumentare quelle frequenze.

(Fig.5 Mastering 3d) Questo invece è l'ultimo stadio, osservate i settaggi del limiter, niente ipercompressione, non ne abbiamo bisogno in quanto con la compressione parallela abbiamo riempito la dimensione dinamica del nostro mix, più in basso l'analizzatore di fase ci dice che il nostro materiale è mono-compatibile e quindi suonerà bene anche nella radiosveglia del nonno.
CONCLUSIONI Quanto scritto sopra vuole essere una spinta a provare strade ancora mai percorse o poco conosciute, io stesso a volte quando ascolto diversi miei progetti chiusi diversi anni or sono mi domando perchè non ho usato quello strumento o quella tecnica per migliorare il suono, poi ci penso e mi viene in mente che allora non sapevo farlo, nessuno me lo aveva spiegato ma sopratutto non avevo ancora provato a farlo, poi se vogliamo possiamo anche metterci a studiare "Mastering, The Art And The Science" di Bob Katz (dove tra l'altro ho imparato tantissimo) ma poi dobbiamo comunque ammettere che tutto quel che esiste è stato creato o progettato da individui che avevano necessità di "fare una cosa" che gli attuali mezzi dell'epoca non permettevano di fare, da qui l'importanza della creatività anche in un mondo dove conta la fisica e la matematica, e allora penso... e se Albert Einstein fosse stato originario di Napoli....
Alla prossima.
Mastering 3d è un articolo by BeatBuster
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