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La traccia di voce vi è venuta con un pò di stonature, ma non volete o non potere rifarla? No problem... useremo l'antares autotune per correggerla!
Ma innanzitutto... cos'è sto autotune? E secondo quale meccanismo lavora? Pongo questi quesiti come premessa, perchè è importante fare mente locale un momento sul funzionamento di tutto ciò...
Il segreto di questo ingegnoso plugin risiede nella sua capacità di riconoscere l'intonazione (il pitch) di un suono in modo da correggerlo secondo vari criteri a nostra scelta.
Per cominciare, va detto che quanto più la traccia vocale registrata è pulita e definita tanto più il plugin lavorerà meglio... ...perciò è assolutamente necessario che la traccia da correggere sia il più possibile secca (senza effetti tipo riverbero, delay o di modulazione) e con un buon livello di registrazione.
E' altresì importante che noi cerchiamo di individuare a priori su quali note si svolge la traccia cantata, in modo da poter "istruire" per bene il plugin circa la tonalità armonica o la scala su cui si basa la melodia vocale... ed un modo rapido è quello di suonare la melodia del cantato con un strumento a tastiera (un pianoforte o un synth) e fare caso a quali note si usano e soprattutto a quali note NON si usano, perchè decisamente "fuori" dal contesto armonico del brano.
Ma per non complicare troppo il discorso faccio un esempio...
Nel mio caso, la melodia vocale che sto analizzando si articola usando le seguenti note: La Si Do Re Mi ( A B C D E , in notazione internazionale) ovvero mi sto muovendo su una scala di La minore (o di Do maggiore, che è equivalente). Non è indispensabile individuare come si chiama la scala precisa... eh? Ma è sufficiente avere almeno una buona idea circa le note da evitare per non uscire fuori.
Inizialmente vi indicherò un brevissimo esempio di utilizzo in modalità automatica, che sarà utile per quegli effetti tipo voce sintetica "alla Cher"...
 (Fig.1 Tutorial autotune)
Per dovere di cronaca, ho scelto la nuova versione 5 del plugin perchè presenta una miriade di migliorie rispetto alle versioni precedenti, non ultima una migliore integrazione con il sequencer host di turno.
Ovviamente io ho sulla mia sessione (di Cubase SX nel mio caso) la traccia "Audio 01" mono contenente la voce da elaborare ed ho aperto l'autotune in "insert" sulla stessa traccia.
Ho scelto (Fig.1 autotune punto a) la tonalità di 'A' (ovvero il nostro La) e la scala di tipo 'Minor' (Fig.1 autotune punto b) e quindi adesso siamo in La minore. Nella zona centrale del plugin (Fig.1 autotune punto c) mi sono apparse la sequenza di note che formano la scala appena scelta e, nella colonna "Remove" , ho cliccato sui pulsanti relativi alle note ' F' e 'G' (Fa e Sol) perchè nella mia traccia non vengono mai usate, benchè siano in tonalità con la musica... (inutile dire che le altre note che non appaiono nella colonna verranno evitate in automatico, essendo fuori dalla scala scelta)
Infine ho tarato il potenziometro 'Retune Speed' (Fig.1 autotune punto d) completamente verso 'Fast' ed ho mandato il play per sentire cosa accadesse...
In pratica la melodia che si articola (in maniera più o meno intonata) sulla traccia originaria, viene incanalata in quelle 5 note in maniera netta, un pò come accade quando quantizziamo il midi (per fare un parallelo un pò estroso)... ...se una nota cantata sta ad esempio a metà fra 'A' e 'B' (La e Si) verrà modificata in modo da suonare secondo la nota alla quale si avvicina di più delle 2... e così via...
Tutto questo ambaradan appena impostato si riduce al classico effetto "alla Cher" (o alla "eiffel 65" , se preferite) perchè il fluido sali e scendi delle corde vocali che cantano la melodia viene "quantizzato" seguendo una specie di scalini musicali... ...e questo andamento "a scatti" di intonazione fra una nota e l'altra, applicato in maniera "rapida" (proprio per l'impostazione 'Fast' che ho dato al potenziometro 'Retune Speed') , è quello che determina il timbro sintetico e robotico, tipico dell'effetto appena ottenuto.
Riassumendo, la correzione netta e rapida del pitch della voce saltando di colpo da una nota all'altra, e quindi azzerando i "glissati" con cui colleghiamo spesso le note ed azzerando il naturale vibrato che accompagna le stesse, ci porta al famigerato "effetto Cher"...
Per contro c'è da dire che se invece regolo il potenziometro "Retune Speed" (Fig.1 autotune punto d) in maniera più lenta (andando verso 'Slow') l'andamento a scalini pian piano si attenua, perchè la correzione di pitch viene applicata più lentamente ed il cantato diventa meno robotizzato. Per intenderci, pensate un pò a come lavora il parametro "attack" di un qualunque compressore, cosa che conosciamo meglio, perchè la situazione è in sostanza è simile, ma applicata al pitch del suono in ingresso. Pertanto un 'Retune Speed' più rapido impone una correzione del pitch più rapida ad ogni cambio di nota in ingresso così come un compressore con attacco rapido influenza già dal primo istante i transienti all'inizio di ogni suono (e viceversa).
Più a destra, il potenziometro "Humanize" mi da un pò di respiro sulla quantità della correzione (in termini di pitch) e se lo alzo fa sì che la nota che sulla traccia mi risulta "stonata" (e quindi lontana dal pitch di riferimento secondo la scala scelta) verrà avvicinata al pitch "corretto" non completamente, lasciando proprio un carattere più umano (ovvero impreciso) e lasciando passare anche un pò di eventuale vibrato che avevamo in origine eseguito con la voce.
Quella barra orizzontale celeste in alto (Fig.1 autotune punto e) è un indicatore in tempo reale della distanza fra il pitch di partenza (quello "stonato") ed il pitch in uscita (quello "corretto" secondo le nostre scelte)...
Per completare parzialmente la descrizione del plugin vi cito pure i potenziometri 'Scale Detune' e 'Natural Vibrato' che servono rispettivamente ad "accordare" l'uscita del plugin e per modificare nel complesso la quantità di vibrato in uscita. (Oltretutto a destra c'è la sezione 'Create Vibrato' che serve a realizzare effetti di vibrato artificiale, impostandone i parametri a mò di sintetizzatore ed in basso una tastiera, che approfondirò negli eventuali futuri tutorial).
Ed a momenti dimenticavo di dire che, nella zona centrale (Fig.1 autotune punto c) la colonna 'Bypass' ci permette di scegliere quali note della scala che stiamo usando debbano passare inalterate e quindi senza correzioni di pitch. (così come la colonna 'Remove' ci permette di scegliere quali note eliminare)
Ma adesso abbandoniamo l'approccio automatico ed affrontiamo il metodo grafico (è sufficiente cliccare sul pulsante 'Graphic' in alto a sinistra alla voce 'Correction Mode'). Ci troveremo così di fronte ad una griglia vuota, che ha sull'asse orizzontale il tempo e sull'asse verticale il pitch, in pratica un parente stretto dell'editor midi che siamo già abituati ad usare.
 (Fig.2 Tutorial autotune)
Dopo aver selezionato (in alto a sinistra) un 'Input Type' che si avvicini maggiormente al tipo di voce registrata ('AltoTenor Voice' nel mio caso) , la prima cosa da fare è quella di premere il tasto 'Track Pitch' (Fig.2 autotune punto a) e mandare in riproduzione l'intera traccia audio da correggere, in modo che il plugin analizzi e memorizzi il suo contenuto sonoro. Durante l'ascolto della traccia vedremo che nella griglia verrà disegnata in tempo reale la curva grafica in rosso (Fig.2 autotune punto b) che descrive l'audio d'origine nello stato in cui si trova nella traccia da correggere. Allo stesso modo vedremo nella griglia stretta più in basso (Fig.2 autotune punto c) il grafico dell'onda ad essa relativa (come in un normalissimo editor di wave).
Finita la traccia, premeremo nuovamente il tasto 'Track Pitch' (per terminare l'analisi) e ci troveremo di fronte l'intero diagramma relativo all'andamento del pitch nella nostra traccia vocale (Fig.3).
 (Fig.3 Tutorial autotune)
Da notare che possiamo muoverci comodamente usando le barre di scorrimento, ed i tasti '+' e '-' per ridimensionare la visualizzazione nelle 2 direzioni, oltre ad usare il tool "lente d'ingrandimento" per zoomare nei vari punti del grafico. Prima di procedere oltre, è utile ascoltare nuovamente la traccia guardando il grafico in modo da individuare anche ad occhio quali siano i tratti che presentano una intonazione errata o approssimativa. (le righe orizzontali individuano le varie note di riferimento).
E adesso come faccio a modificare il pitch, punto per punto ove necessario?
 (Fig.4 Tutorial autotune)
Per cominciare premo il pulsante 'Make Curve' (Fig.4 autotune punto a) di modo che il plugin creerà una seconda curva (in blu) che sarà ricalcata sulla curva rossa appena tracciata. E' importante non dimenticare che la curva rossa si riferisce all'audio contenuto nella traccia prima della correzione (pitch in ingresso) mentre la curva blu si riferisce al pitch secondo cui il plugin ci rimodellerà l'audio in uscita. (in questo caso in cui le 2 curve sono perfettamente sovrapposte non verrà effettuata alcuna modifica)
Se fate caso ai quadratini neri alle estremità di ogni spezzone di curva blu, essi stanno ad indicare che al momento tutti gli spezzoni sono selezionati, pertanto vi consiglio di cliccare (con il tool a freccia) in una zona vuota in modo da de-selezionare il tutto.
A questo punto non ci resta che lavorare sulla curva in blu (modificandola) per effettuare le dovute correzioni. Ovviamente scoprire come dove e quanto correggere i tratti della curva (ovvero il pitch) è un compito che spetta a voi stessi, a seconda del risultato che intendete ottenere di volta in volta. Io mi limiterò a fare dei brevi esempi di come possiamo modificare la curva in blu.
 (Fig.5 Tutorial autotune)
Con il tool a freccia (Fig.5 autotune punto a) posso cliccare su uno spezzone di curva blu (Fig.5 punto b) e trascinare in su o in giù la stessa (il classico "drag and drop"). Questo fatto equivale a traslare in alto o in basso il pitch del pezzo di audio individuato dallo spezzone di curva stesso. Provate a farlo e poi riascoltate quel tratto di audio per sentire come sono cambiate le cose.
Va notato che io mi sono mosso di circa un tono in questo caso, ma più estesa è l'entità della nostra modifica (in termini di pitch) e più il suono della voce in quel punto diventerà finto e sfigurato nella timbrica (e pure nella qualità del suono). In pratica se correggiamo stonature per un semitono o una frazione di esso otterremo un risultato sufficientemente naturale, se invece pretendiamo di portare ad esempio un Fa a Re o Do, trasformeremo pesantemente anche il timbro della voce rischiando di renderlo "impresentabile" in quanto troppo artefatto. (in questi casi di stonatura "estremi" è opportuno registrare nuovamente la parte in esame, piuttosto che tentare una correzione di pitch "esagerata").
 (Fig.6 tutorial autotune) Sempre con il tool a freccia (Fig.6 autotune punto a) possiamo traslare lo spezzone di curva blu trascinandolo in questo caso dal quadratino nero ad una delle due estremità, in modo da alterare (o correggere che dir si voglia) il pitch maggiormente nel tratto iniziale o finale dello spezzone in esame, a differenza del caso precedente in cui trasliamo il pitch dell'intero spezzone in maniera costante. Nel mio caso (Fig.6) ho trascinato in alto il punto indicato con la 'b' in modo da alzare l'intonazione della parte finale di quella frase, mentre il punto iniziale 'c' è rimasto al suo posto, lasciando la parte iniziale della frase al suo tono originario. Andando avanti (Fig.7) affrontiamo un altro tool di modifica per la curva blu.  (Fig.7 tutorial autotune) Il tool con la linea spezzata (Fig.7 autotune punto a) ci permette di sostituire (ridisegnare) dei tratti dritti in luogo di quella specie di elettrocardiogramma che rappresenta la curva "naturale" (e microscopicamente irregolare) del pitch della nostra voce. E' sufficiente cliccare in un punto di partenza a scelta (Fig.7 autotune punto b) e consecutivamente cliccare sul successivo (Fig.7 autotune punto c) o sui successivi. Io, sul punto 'c' ho effettuato un doppio clic (al posto del clic singolo) per terminare la retta in quel punto, altrimenti avrei continuato con un terzo punto e così via disegnando una linea spezzata. Ovviamente, con il tool a freccia, posso sempre traslare il tratto dritto appena creato alla stessa maniera degli esempi precedenti. Vediamo adesso il tool che ci permette di disegnare una curva continua a mano libera (e non tramite il fissaggio dei punti estremi).
(Fig.8 tutorial autotune) In Figura 8 ho una evidente stonatura in basso nella parte centrale della frase (Fig.8 autotune punto d) che però si riprende in parte sul finale della stessa (Fig.8 autotune punto c). In un caso del genere i tool già esaminati non mi permettono di risolvere questo particolare problema in maniera accettabile, perchè se traslo l'intera curva rovino la parte iniziale intonata (Fig.8 autotune punto b) e se invece traslo in alto solo l'estremità finale (Fig.8 autotune punto c) mi trovo ancora la parte centrale non al giusto pitch, a causa di quel calo momentaneo d'intonazione. Allora, per risolvere questo problema mi servo del tool a mano libera (Fig.8 autotune punto a) e disegno col mouse il pezzetto intermedio incriminato (Fig.8 autotune punto d) senza toccare il resto della frase. (in questo caso potevo anche disegnare un tratto dritto col tool visto in precedenza, ma ho preferito disegnare un tratto "quasi" dritto per assecondare almeno a livello qualitativo l'andamento curvilineo sulla traccia rossa d'origine, perchè mi suona più naturale). L'ultimo tool che esaminerò in questo mini tutorial è il tool forbice.  (Fig.9 tutorial autotune) Come potete notare, con l'aiuto del tool forbice (Fig.9 autotune punto a) ho potuto tagliare gli spezzoni di curva blu in punti a mio piacimento per ottenere pezzetti ancora più piccoli (difatti basta un click con le forbici nel punto desiderato), in modo da poter modificare il pitch degli stessi in maniera completamente indipendente fra loro (Fig.9 punti b,c,d,e,f,g). Quindi, con l'aiuto dei vari tools, abbiamo visto come modificare o all'occorrenza ridisegnare la curva che mi descrive il nuovo pitch che punto per punto sto assegnando alla mia "vecchia" traccia vocale. Ovviamente avrete bisogno di fare un pò di tentativi, ma per fortuna potete notare che c'è pure il famoso tasto 'Undo' (o annulla) che risulta indispensabile ogni volta che commettiamo un errore di "disegno" che andrebbe a compromettere un lavoro fino a quel punto ben fatto (e spesso certosino, come tutti i lavori di editing).  (Fig.10 tutorial autotune) Va osservato che nulla ci vieta di "semplificare" la geometria del caso e tirare delle semplici linee dritte come ho fatto in Figura 10, ma se ci fate caso una situazione come questa (Fig.10 punti b,c) in pratica si riduce a ciò che accade quando applico il plugin in maniera automatica ottenendo il solito effetto robotizzato "alla Cher" (magari possiamo così fare un uso misto del plugin in modo da correggere le varie parti del cantato in maniera naturale e robotizzata insieme). Ho fatto volutamente quest'ultimo esempio proprio per evidenziare il fatto che la voce umana, anche quando eseguiamo una nota "precisa" , presenta quasi sempre delle piccole oscillazioni piuttosto che avere un andamento dritto e rettilineo ed il fatto di assecondare questo andamento "impreciso" , come facciamo con l'editing grafico, ci permette di salvaguardare la naturalezza della stessa esecuzione.  (Fig.11 tutorial autotune) Se poi ci troviamo di fronte a dei veri e propri vibrati (sempre eseguiti con la voce) come spesso capita modulando le parole e le note, ci troveremo di fronte a tratti di grafico come quelli indicati in Figura 11 ai punti 'c' e 'd' . Notare la notevole quantità di oscillazione di pitch nel tratto in 'd' (Fig.11 autotune punto e) , che ad orecchio non suona affatto come una stonatura, poichè è una specie di effetto chorus ben centrato intorno ad una nota precisa, ma che guardando il grafico potremmo interpretare come uno svarione non da poco (ed uguale farebbe il plugin se usato in modalità automatica) e "raddrizzandola" perderemo in naturalezza di suono ed esecuzione in quel tratto.  (Fig.12 tutorial autotune) L'ultima cosa che vi sottopongo è una opzione del plugin che probabilmente non avrete bisogno di modificare quasi mai. Se andate nelle opzioni (tasto 'Options') fate caso al parametro 'Pitch Tracking' (Fig.12 punto a) che di base è impostato ad un valore di 25. Questo parametro influenza il modo che in cui il plugin rileva il pitch della traccia in ingresso e nella maggior parte dei casi va bene così come lo trovate (ovvero 25). Io però, in un caso particolare, ho dovuto spostare quel parametro verso sinistra (più verso 'Relaxed') per facilitare il corretto riconoscimento del pitch d'origine da parte del plugin, che stentava a tracciare una curva plausibile relativa alla mia traccia, rendendosi così inutilizzabile. In sostanza si trattava proprio del caso di una traccia di voce molto bassa e gutturale (e nemmeno troppo pulita come registrazione) come peraltro è ben specificato nel commento che si trova sopra allo stesso parametro. Inutile dire che modificando quel valore ho risolto il problema del giusto tracking in quel caso particolare. E se, dopo aver già rilevato la curva rossa relativa al pitch sulla traccia d'origine mediante il 'Track Pitch' (Fig.2 punto a) e mandando in play la traccia, vi doveste trovare a modificare quest'ultimo parametro (il 'Pitch Tracking') allora sarebbe opportuno ripetere il tracciamento della stessa curva rossa di riferimento con il nuovo valore di 'Pitch Tracking', perchè, come potrete notare, la curva rossa cambia anche in funzione di esso. Inoltre questo incredibile plugin può essere usato non solo per l' elaborazione delle tracce di voce ma anche per elaborare tracce di strumenti ovviamente NON polifoniche, altrimenti il riconoscimento del pitch da parte dell'autotune risulta impossibile. E con queste ultime osservazioni chiudo questo mio primo sintetico tutorial dedicato all'autotune sperando di esser riuscito ad esservi d'aiuto e di non essere stato troppo banale nei contenuti o prolisso nell'esposizione. Cordiali saluti, Vinz. Tutorial autotune primi passi è un articolo by Vinz
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